BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//ProcessWork - ECPv6.17.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.processworkitalia.com
X-WR-CALDESC:Eventi per ProcessWork
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20190101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20200626
DTEND;VALUE=DATE:20200627
DTSTAMP:20200626T134155Z
CREATED:20200626T123154Z
LAST-MODIFIED:20200626T134155Z
UID:1983-1593129600-1593215999@www.processworkitalia.com
SUMMARY:WEBINAR su ZOOM
DESCRIPTION:Il potere della voce inascoltata\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				Trasformare il passato per liberare il futuro\ncon Gill Emslie e Beatrice Leone \n			\n				\n				\n				\n				\n				In molte famiglie e culture i traumi del passato sono stati messi a tacere\, in parte dalla forza degli eventi traumatici o dagli squilibri fisici o sociali\, ma anche attraverso politiche statali o tabù culturali. Di conseguenza\, quelli di noi che sperimentano gli effetti di questi traumi possono anche sentirsi non adatti alla società e/o appartenere a gruppi etichettati o emarginati. Il silenzio forzato richiede un attento ascolto\, ma anche un riconoscimento e una comprensione pubblici o collettivi.Non siamo isolati dal passato\, anche se possiamo sentirci così\, ma facciamo parte di una lunga linea\, un filo ininterrotto\, un flusso o un fiume di interazioni che sono collegati in schemi di azioni e reazioni… \n			\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				Ti sei mai criticato per aver reagito in modo eccessivo a qualcosa di piccolo\, sei mai rimasto impigliato in un conflitto di relazione\, ti sei maI infuriato o molto depresso di punto in bianco per poi chiederti perché si è verificata una reazione così forte?  \n  \n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				Temi trattati in questo seminario\nIn questo seminario\, sotto la guida esperta di Gill Emslie e Beatrice Leone: \n\nRafforzeremo le nostre capacità di riconoscere i sistemi di credenze presenti oggi come aventi origine nel passato e le nostre capacità di interagire con essi per trasformarli.\nEsprimeremo le nostre voci interiori inascoltate per conto di noi stessi e di tutte le nostre relazioni\nImpareremo le abilità per facilitare queste dinamiche negli altri\nComprenderemo più profondamente la complessa interconnessione tra passato\, presente e futuro.\n\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				DESTINATARI \nA chi è rivolto il seminario? \nIl format di workshop aperto nei primi tre giorni consente alle persone interessate di conoscere più da vicino la metodologia del ProcessWork sviluppata da Arnold e Amy Mindell: un metodo interdisciplinare che arricchisce l’approccio terapeutico tradizionale con la dimensione sovraindividuale e sistemica\, esplorando le componenti sociali\, culturali e politiche che emergono nei gruppi e nelle interazioni. \nIn particolare questo seminario\, affrontando tra gli altri il tema della capacità di riconoscere i sistemi di credenze presenti oggi come aventi origine nel passato e come interagire con essi per trasformarli\, si rivolge a: \n\nassistenti sociali e consulenti\nmigranti\npsicologi e facilitatori\ncoach\noperatori di gruppi e di comunità\npossibili futuri iscritti della scuola che desiderano respirare l’energia e icontenuti dei nostri workshop\, conoscere gli insegnanti e scambiare parole edesperienze con gli attuali studenti!\n\n  \n  \n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				LOGISTICA\nDate e orari workshop \nVenerdì 24 gennaio 15.00 – 19.00Sabato 25 gennaio 9.30 – 13.00 / 15.00 – 19.00Domenica 26 gennaio 9.30 – 13.00 \nLunedi 27 e Martedì 28 – Riservato agli iscritti della scuola \n\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				OPEN SCHOOL GRATUITA\nVenerdì 24 gennaio\, in orario 11.30-13.30\, si terrà una lezione introduttiva al Processwork e la presentazione della scuola. \nTutti gli iscritti al seminario sono invitati all’open school e potranno approfittare di queste due ore gratuite per avvicinarsi alla metodologia del ProcessWork\, apprendendone le basi e sperimentando un mini processo di gruppo. \nVuoi iscriverti solo alla lezione gratuita di Processwork? \nCompila il form inserendo nel messaggio “Iscrizione Open School“. \n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				INFO E REGISTRAZIONI\nSei interessato a partecipare e vuoi maggiori informazioni oppure desideri iscriverti? \nPer gli esterni il seminario ha un costo di 200€. \nCompila il form e ricevi subito in email il depliant informativo con tutti i dettagli del workshop\, dell’open school gratuita e della modalità di iscrizione. Ricorda che è prevista una quota di partecipazione scontata per i primi tre iscritti e la promozione porta un amico! Nel depliant trovi tutte le informazioni. \nI posti al seminario e all’open school gratuita sono limitati. Iscriviti al più presto seguendo le istruzioni del depliant per garantirti la partecipazione. \nCompila il form per ricevere informazioni di dettaglio. \n  \n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				I nostri partners\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				Pronti per il cambiamento?\nNunc consequat justo eget enim finibus porta. Suspendisse orci nunc. Nunc consequat justo eget enim finibus porta. Suspendisse orci nunc. \n			\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				Diventa un membro\n			\n				Diventa uno studente
URL:https://www.processworkitalia.com/event/webinar-su-zoom/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20200626T160000
DTEND;TZID=UTC:20200626T180000
DTSTAMP:20200916T091352Z
CREATED:20200707T114652Z
LAST-MODIFIED:20200916T091352Z
UID:2200-1593187200-1593194400@www.processworkitalia.com
SUMMARY:IL VETTORE DELLA VIOLENZA
DESCRIPTION:IL VETTORE DELLA VIOLENZA\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				Liberare la vittima e l’oppressore\ncon Ana Rhodes Castro\n			\n				\n				\n				\n				\n				Il vettore della violenza si risveglia quando un’azione viene percepita come ingiustizia\, sia che ci tocchi direttamente sia che tocchi persone attorno a noi. Quando abbiamo questa percezione di ingiustizia\, c’è un IMPATTO e molti sentimenti come dolore\, paura\, rabbia\, confusione\, si risvegliano dentro di noi. Molte volte marginalizziamo questo impatto per funzionare e continuare con la nostra vita\, così facendo iniziamo a interiorizzare la vittima e l’oppressore come modelli ripetitivi della nostra esperienza interiore e potenzialmente del nostro comportamento esteriore. Inizia un processo di dissociazione interiore.\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n			\n			\n				\n				\n				\n				\n			\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n				\n\n\nQuesto processo può essere attivato da un singolo individuo o collettivamente e il risultato può tradursi in una cieca ricerca di giustizia. Abbiamo sentito di aver perso la nostra sicurezza quando qualcuno o qualcosa ha invaso il nostro spazio senza permesso\, opprimendo il nostro potere personale e la nostra libertà. Abbiamo bisogno di giustizia per riequilibrare gli usi impropri di rango e di potere a livello personale e sociale e per riparare i danni che sono stati arrecati. Ma spesso succede che cerchiamo giustizia da un’esperienza interiore e inconscia di oppressione e\, senza accorgercene\, ciò che vogliamo veramente è la vendetta. Liberarsi dall’oppressione interiore ed esteriore non è solo una responsabilità politica\, sociale e comunitaria\, è anche una profonda responsabilità psicologica e spirituale. Ci vuole molto coraggio e compassione per interrompere il ciclo della violenza. Dobbiamo recuperare la nostra meta-posizione per riuscire a notare l’impatto\, rifletterci e comunicarlo. Recuperare la nostra sensibilità e percepire la nostra forza e il nostro potere è un atto radicale di libertà che ci aiuta a rimanere connessi con lo Spirito che ha sempre continuato a sopravvivere.
URL:https://www.processworkitalia.com/event/il-vettore-della-violenza/
LOCATION:Zoom
END:VEVENT
END:VCALENDAR