GLI STUDENTI

La voce degli studenti

Rossella Pisoni, 5° anno, Fase 2, 10/09/2020

Mi chiamo Rossella e ho 66 anni, ben portati😉!

5 anni fa, ho trovato in libreria un libro dal titolo e dalla presentazione intriganti “ Essere nel fuoco” di Arnold Mindell, pubblicato da Anima Mundi e Terra Nuova due case case editrici che hanno tutta la mia stima per i contenuti di cui si fanno portavoci e che rispecchiano le mie tendenze e la mia ricerca.

Da buon” topo di biblioteca”, la decisione era presa e il libro è diventato di mia proprietà! 

La sorte volle, che, quasi contemporaneamente, nel giro della RIVE, Rete Italiana Villaggi Ecologici, ci fossero delle amiche che mi invitarono a un tour milanese, di presentazione per l’avvio in Italia, di un scuola di formazione con una metodologia originale e innovativa nell’ambito della Facilitazione dei conflitti.

Decisi di aderirvi per poi scoprire che il caposcuola di questa metodologia era l’autore di quel libro su cui la mia mano, si era posata qualche mese prima, attratta in modo magnetico.

Questi preamboli, per descrivere come un’energia saggia e invisibile mi ha sospinta ad iscrivermi alla Scuola di “Arte del Processo “e da 5 anni partecipo alla formazione abbracciando questo metodo che …mi ha aperto mondi affini alla mia visione olistica della Vita permettendomi, attraverso seminari ed esami, di arricchire la mia ricerca di senso e di direzione entrando nel mondo della complessità, della sistemica della quantistica, dello sciamanesimo, della psicologia junghiana e freudiana e delle correnti psicologiche più importanti del secolo scorso e di quello attuale.

Confermo la mia adesione al percorso, perché contemporaneamente alla conoscenza nutro anche la consapevolezza di me stessa, in quanto, in itinere, sono previste sessioni personali di terapia e supervisioni, che mi permettono di cercare congruenza tra ciò che apprendo e la mia vita relazionale, nella quotidianità.

Suggerito vivamente👌!

 

Monica Garraffa, 4° anno, 11/09/2020

Ho 50 anni, il  mio mito della vita, legato ad un sogno ricorrente dell’infanzia, mi parla dell’ intraprendere percorsi difficili e impegnativi, di cui non mi è definito l’obiettivo ma verso cui sento una grande attrazione.

Così è stato anche per il Processwork… Mi sono iscritta quattro anni fa alla scuola italiana di arte del processo dopo solo un incontro con Melania Bigi e aver letto le prime pagine di “Essere nel fuoco” di A. Mindell. Ho sentito forte che volevo intraprendere il percorso della scuola per crescita personale ed ho iniziato.

Tra difficoltà logistiche ed organizzative per raggiungere da Palermo le varie sedi dei seminari, e con il sostegno della mia famiglia, ho frequentato la scuola con entusiasmo, ricevendone un grande arricchimento dagli insegnanti e dalle compagne e dai compagni di viaggio. Talvolta mi sorprendo a guardare la realtà che mi circonda con i suoi rapporti personali, di lavoro e di comunità con lo sguardo e la pratica del Processwork.

Adesso  che sono al quarto anno ho deciso di sostenere l’esame FEDPRO per conseguire l’attestato di professionalità di Counselor esperto in facilitazione orientata al processo, un obiettivo si è palesato ma sento che non finisce qui…

Markus Eberl, Austria, 2/10/2020, dopo il Seminario Intensivo di Supervisione.

 When I first joined a seminar at Scuola di Arte del Processo last year I found a wonderful group of people who are learning Processwork with a spirit of wholeheartedness, excitement and curiosity. The love for Processwork that brought this school into life is still tangible in the atmosphere of the seminars. An international team of very experienced and motivated (senior) teachers and some very skilled translators as well as the very diverse and lovable group make learning and practicing Processwork an experience of high quality and a lot of fun. Being the first student from an abroad Processwork school, I experienced a warmhearted welcoming and hospitality that touched me deeply and made me feel at home immediately.

I am delighted and grateful for this opportunity!

How Processwork changed my life and work:

 As a physiotherapist I have often been struggling with the common mechanistic paradigm of treating and healing a body symptom. The role of the therapist as someone who should help make a problem disappear and reestablish the previous condition troubled me a lot and led me into a deep crisis that made me stop working as a therapist for more than two years. When I started again it was clear to me that I had to redefine the therapist’s role. On my search for a new approach I found Processwork and immediately fell in love with its new perspective on symptoms and problems as carriers of potentially important information yet to be unfolded through direct experience rather than cognitive understanding. This perspective took a lot of pressure from my shoulders and allows me to enter into a session with an attitude of not knowing, curiosity and an open heart for whatever is supposed to happen. Still a beginner on this path, I am eager to learn more and find ways to combine Processwork and bodywork and make it one.

 In my personal life I am slowly able to look at my challenges as parts of some bigger background process rather than some unpleasant states that need to be changed. This extended view helps me become a humble man, aware of the mystery surrounding my life and the life of others. I am very glad that Processwork encompasses therapy, art and spirituality and thus allows me to develop freely and makes it an ever moving and growing something;)

Margherita Forgione, 5° anno, 09/09/2020 

Perché la scuola (di Arte del Processo)

Ho scelto di iscrivermi alla scuola di Arte del Processo perché da sempre mi affascina il tema del potere, tanto permeante quanto poco trattato, ed è qui che per la prima volta ho avuto modo di esplorarlo, attraverso i concetti di rango, ruolo e privilegi, di usare nuove lenti per comprendere le dinamiche di gruppo, e di prender consapevolezza sul mio modo di usare (o meno) il potere e di stare nel mondo.

Oggi, dopo cinque anni di viaggio, resto convinta dell’impatto che l’Arte del Processo ha sia sulla mia vita personale, dandomi la possibilità di conoscere aspetti di me marginalizzati e di relazionarmi con più consapevolezza, sia a livello professionale, fornendomi chiavi di lettura e strumenti che ben si integrano con quelli psicologici che già usavo, e che trovo particolarmente utili nel lavoro con i gruppi e nel lavoro orientato al cambiamento individuale e collettivo.

Il Gruppo Creativo

 

Il Processwork è una metodologia che valorizza e sviluppa la dimensione creativa di chi lo pratica. Si è infatti sollecitati a mantenere sveglia una presenza intuitiva per seguire e sostenere il processo. Inoltre, come il processo creativo di tipo artistico, anche il Processwork si nutre dell’osservazione e dell’amplificazione dei segnali che si manifestano in tutti i canali (propriocettivo, visivo, uditivo, del movimento, relazionale e del mondo).

A partire da questa osservazione, nel 2016, durante il primo anno di vita della scuola italiana di Processwork, alcuni studenti, desiderosi di creare uno spazio esplorativo, hanno iniziato ad elaborare delle proposte.

Nasce così il Gruppo Creativo, totalmente autogestito, laboratorio di ricerca tra studenti di Processwork per esplorare, indagare, sviluppare e condividere la propria “parte” creativa, sia essa un piccolo seme ancora sottoterra, un albero al suo massimo splendore, un sogno, un desiderio, una pratica o qualcosa di ancora sconosciuto.

Partendo dall’approccio metodologico del Processwork la ricerca viene arricchita dalla contaminazione con altri approcci e tecniche artistiche quali: il teatro sensoriale, il teatro dell’oppresso, lo yoga della risata, la contact dance, il free mouvement, la pittura, la scultura apofenica, la musica, i pupazzi, il canto, la meditazione, il collage, le mappe, …

Il gruppo per esempio ha sperimentato come poter integrare nei processi di gruppo altre modalità espressive, quali il movimento spontaneo, la danza o la pittura, con cui far emergere le voci del campo.

In questi anni il Gruppo Creativo ha organizzato in autonomia ogni anno due incontri di più giorni, uno invernale a Venezia e uno estivo a Manziana (RM) e ha elaborato alcune proposte che ha condiviso, durante i seminari, con tutti gli studenti della scuola.

Agli incontri, gratuiti e aperti a tutti gli studenti della scuola, e da quest’anno agli studenti delle altre scuole di Processwork, i partecipanti propongono singolarmente o in gruppo esplorazioni in forma di laboratori, esercizi, performance o semplici domande che aprono un confronto.

Per partecipare non è necessaria una particolare competenza o vocazione, ma un’attitudine da principiante!

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L’iscrizione alla Scuola di Arte del Processo ti consentirà di approfondire l’affascinante materia del ProcessWork e fare esperienze intense di condivisione emotiva. Scopri come partecipare alle nostre attività.